Come ridurre l’inquinamento della plastica

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Come ridurre l'inquinamento della plastica

Per me è importante sapere come ridurre l’inquinamento della plastica e credo che tutte noi potremmo fare molto per aiutare il pianeta su cui viviamo. In questo articolo ho cercato di fare chiarezza sui cambiamenti climatici, e darti tutti i consigli utili per ridurre l’inquinamento della plastica nei gesti di ogni giorno.

“Voleva farle sapere che il suo amore, per lei, sarebbe stato eterno.

Fu così che le regalò un mazzo di rose di plastica”.

PLASTICA ETERNA

Se da un lato questa freddura ci porta a sorridere per l’arguzia dell’innamorato, dall’altra ci deve fare riflettere sui risvolti pratici della faccenda.

La plastica è un prodotto chimico che sopravvive non solo alla vita terrena di due innamorati, ma che si predispone ad essere pressoché eterno nonostante il bello e cattivo tempo, che si trovi al sole o al buio, sia rotto o intero. I materiali plastici subiscono un così lento processo di decomposizione che non solo è impossibile che si dissolvano senza nuocere all’ambiente, ma rilasciano pure sostanze accrescenti l’effetto serra.

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO E L’EFFETTO SERRA

Alle soglie del 2020 assistiamo a fenomeni naturali sempre più numerosi e violenti. L’innalzamento delle temperature, il disordine legato alle precipitazioni, lo scioglimento dei ghiacciai e il consecutivo innalzamento del livello del mare non sono eventi passeggeri, ma appartengono ad un trend in continua crescita.

Tutto questo vede un unico denominatore: c’è un cambiamento climatico in corso, e se non verranno adottate le dovute contromisure, questo continuerà nella sua evoluzione con accezione negativa.

Se ci soffermassimo a ragionare sul problema legato all’innalzamento delle temperature scopriremmo che questo non è un evento trascurabile, ma è una vera e propria alterazione del normale equilibrio termico del pianeta Terra.

Tale disequilibrio, a sua volta, non rimane confinato alla sola modifica della temperatura, ma innesca una catena di eventi che irrimediabilmente sfocia in un loop disastroso.

Ad un rialzo termico non solo corrisponde solo una risposta naturale identificata nello scioglimento dei ghiacci, ma anche una risposta umana concretizzata nell’utilizzo di un numero sempre più crescente di apparecchi refrigeranti. Questi hanno il lato negativo di immettere nell’aria gas che contribuiscono all’effetto serra, cioè alimentano il riscaldamento globale.

Ma cos’è l’effetto serra?
Il nome vuole parzialmente richiamare la funzione che svolge la piccola casupola opaca utilizzata in ambito agricolo per stimolare la crescita dei vegetali seminati al suo interno, fornendo loro un ambiente “controllato” in termini di temperatura ed umidità maggiori rispetto all’esterno.

Ecco, l’effetto serra lavora più o meno così.

Partiamo dall’assunto che il pianeta Terra è avvolto dall’atmosfera, un involucro aeriforme composto da diversi strati di miscele gassose.

In una situazione priva, o quantomeno scarsa, di elementi inquinanti l’energia termica solare che colpisce il suolo terrestre verrebbe rimbalzata in larga misura, e solo una piccola parte verrebbe assorbita dal suolo.

Contemporaneamente la superficie terrestre, in una condizione di non inquinamento massiccio, produrrebbe una quantità limitata di radiazione termica, che verrebbe dissipata nell’aria.

La situazione odierna è però ben lontana da questa situazione teorica.

L’irradiazione termica arriva al suolo, infatti, già massiccia a causa della scarsa protezione aeriforme causata dal buco dell’ozono.

Allo stesso tempo dalla superficie terrestre si alzano radiazioni termiche assai più consistenti (a causa della refrigerazione indotta) che non riescono a dissiparsi correttamente in aria.

Ecco spiegata la formazione di questa cappa termica in grado di sciogliere nevi eterne e produrre eventi meteorologici catastrofici.

In poche parole, per indurre un cambiamento climatico dobbiamo ridurre o, ancor meglio, azzerare queste emissioni.

Ciò permetterebbe anche il ripristino del buco dell’ozono.

I più conservativi diranno che la plastica non ha peso in ciò che sta accadendo, ma si sbagliano poiché sempre più ricerche conducono ad un denominatore comune: la decomposizione dei composti plastici rilascia dei componenti che vanno ad alimentare questa cappa termica.

Ecco come l’inquinamento da plastica si traduce in un contributo significativo e tangibile al verificarsi del cambiamento climatico.

UNA QUOTIDIANITÀ PLASTIC-FREE

Siamo così tanto abituati ad essere circondati da cose composte da materiali plastici che, probabilmente, la sola idea di doverne fare a meno da un momento all’altro ci getterebbe nello sconforto.

Non tanto perché si ami la plastica, quanto perché la si percepisce così indispensabile ed integrata nella nostra quotidianità da non sforzarsi nemmeno di considerarne la sostituzione con altri materiali più sani e meno inquinanti sia durante il processo produttivo che quello legato allo smaltimento.

Ma la nostra è la generazione che più che mai sta aprendo gli occhi verso questa realtà.

Stiamo prendendo sempre più coscienza che non stiamo solo raggiungendo un punto di non ritorno, ma di questo passo il mondo che lasceremo ai nostri figli sarà malato ed irrecuperabile.

É quindi nostro dovere di genitori cominciare ad adottare uno stile di vita più improntato verso l’ecologia e rispettoso dell’ambiente che ci circonda. Allo stesso tempo, così facendo, insegneremmo ai nostri figli sia come ridurre l’inquinamento derivante dalla plastica, sia l’importanza di impegnarsi in un comportamento ecologicamente responsabile.

TANTI MODI PER RIDURRE L’USO DELLA PLASTICA QUOTIDIANA

Piccoli passi, ma efficaci nel loro insieme, fanno la differenza.

E tu, mamma, puoi cominciare nel tuo piccolo applicando queste accortezze nei gesti quotidiani della tua famiglia, insegnando così le basi dell’ecologia e del corretto smaltimento dei rifiuti ai tuoi piccoli mentre contribuisci ad aumentare la sostenibilità ambientale.

PACKAGING SOSTENIBILE

La tua attenzione può cominciare con il focalizzarsi sui contenitori impiegati nella fase degli acquisti: quando vai a fare la spesa evita di acquistare sacchetti di plastica in cassa, ma porta con te borse di tessuto riutilizzabili, che una volta ripiegate minimizzeranno gli ingombri.

Quando compri frutta e verdura, prediligi i prodotti a km zero, che in un solo colpo elimini l’inquinamento derivante dalla catena distributiva e ti garantisci al contempo una qualità più genuina.

Al momento dell’acquisto di frutta e verdura in supermercato, quando possibile prezzale e mettile in contenitori di carta o nella tua borsa riutilizzabile.

Se proprio non riesci ad evitare le vaschette plastiche (come per esempio quelle che contengono elementi piccolini come mirtilli, more e frutti di bosco) le puoi eventualmente conferire agli agricoltori locali per il riutilizzo durante la raccolta dei loro prodotti.

Quando prepari il sacchetto per la merenda dei tuoi piccoli, imbusta i panini e i sandwich con carta o tessuto, e prediligi l’acqua e i succhi di frutta in bottigliette di vetro.

In un disegno di più ampia portata, è cosa buona adottare il consumo di acqua e latte derivanti dalle casette che stanno diventando sempre più diffuse sul territorio italiano. Il costo del singolo litro è sensibilmente minore rispetto a quello che si trova sui banchi della grossa distribuzione, e si sosterrebbero sia gli agricoltori locali che il consumo dell’acqua del proprio territorio.

Quando sei fuori casa, o anche in ufficio, organizza il pranzo utilizzando le tue stoviglie portate da casa, e trasporta il caffè o l’acqua in contenitori di alluminio, tra l’altro studiati appositamente per tenerli caldi o freddi!

In linea generale, evita assolutamente l’uso di cannucce plastiche: non solo recano un danno immenso al sistema ecologico, ma la loro dispersione nell’ambiente è nociva per gli animali che tentano di ingerirle. In commercio si trovano cannucce di nuova generazione, di vetro e lavabili.

Quando vai dal macellaio porta tuoi contenitori che poi potrai lavare e riporre agevolmente, in modo tale da evitare gli incarti plastici: il tuo rivenditore ne sarà contento, se non altro anche per il suo risparmio.

Quando acquisti materiale di utilizzo duraturo, come stoviglie e contenitori, prediligi quelli privi di inserti plastici a favore dell’acciaio, del vetro e della ceramica.

UN’ALIMENTAZIONE PIÙ GREEN

Per quanto riguarda l’alimentazione, come mamma hai un posto di riguardo per tutto quello che concerne la scelta e l’acquisto dei generi alimentari. Puoi fare la differenza diminuendo sia la plastica richiesta per gli imballaggi alimentari, sia per la qualità degli alimenti che sceglierai.

Ad esempio quando ordini delle pizze da asporto, richiedi che non vengano utilizzati gli inserti plastici posti al centro della pizza. Anche se il cartone dovesse fare un poco di pancetta, non cambierebbe il gusto della  pietanza.

Quando uscite a prendere un gelato, propendi per la scelta del cono al posto di coppetta & paletta.

Il pesce surgelato è comodo e duraturo, ma ahimè tutte le confezioni presenti nei supermercati impiegano a loro interno vaschette o pellicole plastiche. Prediligi pertanto o il pesce fresco e successivamente surgelato nel tuo congelatore, oppure rifornisciti presso le catene del freddo che ti permettono di comprare la quantità di pesce surgelato che desideri direttamente da banchi frigo specifici.

Mamma, sappiamo tutti che i succhi di frutta sono buoni, sani e apportano importanti vitamine. Ma i brick utilizzati per il packaging sono deleteri per l’ambiente, incluse le cannucce e i rivestimenti plastici coinvolti.

Ecco perché si può contribuire all’abbattimento dell’inquinamento della plastica scegliendo la frutta fresca: usufruendo dei frutti stagionali sarai certa dell’ottima qualità, e dell’assenza di trasporti transoceanici alle spalle. Inoltre tutte le spremute, gli estratti e le centrifughe fatte con frutta e vegetali freschi sono ricchi di nutrienti e privi di conservanti. Un dono della Natura!

Come anche lo yogurt fatto in casa, in effetti!

Anche l’acquisto del pane può essere rivisto in chiave ecologica: comprato (o fatto addirittura in casa) e mantenuto protetto all’interno di una borsa di carta o, ancor meglio, di un canovaccio di tessuto non solo garantirà la fragranza naturale, ma eviterà la formazione di muffe che solo l’ambiente plastico riesce a far proliferare così velocemente.

Noi genitori non lo possiamo ricordare, ma i nostri nonni sì: chi non aveva la fortuna di avere la mucca da latte nella stalla, poteva usufruire della bottiglia di vetro che metteva fuori dalla porta alla sera e la ritrovava nuova e piena all’indomani.

L’unico a girare era il lattaio che, fornendo latte genuino e a km zero, utilizzava solo bottiglie di vetro.

Al giorno d’oggi i lattai a domicilio non ci sono più, ma esistono i distributori automatici di prodotti caseari: il latte lo trovi lì, la bottiglia di vetro ce la porti tu!

Anche i formaggi, oramai, sono tutti avviluppati in film plastici. Che fare? Compra la forma intera, e dividila con altri acquirenti: non solo si spunterà sul prezzo per la quantità, ma si eviterà l’utilizzo di tantissima ed inutile plastica. Quello che avanza può essere riposto in frigo sotto una campana di vetro.

A parte i brindisi, che derivano tutti (si spera!) da bottiglie di vetro, il vino quotidiano è spesso attinto da bottiglie e contenitori plastici.

Come si può ovviare? A seconda della quantità di vino consumata in famiglia, o si opta per singole bottiglie di vetro con tappo in sughero, o si compra una damigiana e si procede al travaso in singole bottiglie. L’imbottigliamento può essere un momento di simpatica aggregazione sociale!

La regola della forma di formaggio può essere applicata anche per l’acquisto di ortaggi e frutta: ci sono delle catene di negozi alimentari che permettono l’acquisto dai cassoni giunti direttamente dal campo di raccolta. Scegli la quantità desiderata, la paghi meno e la conservi in borse di tela. Addio plastica!

Qui sotto trovi una simpatica e utile infografica del sito www.veganocrudista.it, sulla stagionalità di frutta e verdura

infografica-stagionalità

COME PULIRE CASA IN MODO ECOLOGICAMENTE SOSTENIBILE

Questo è forse il comparto domestico più caratterizzato dalla presenza di plastica avente varie forme e composizioni.

Cominciando dai detersivi, si hanno due opzioni: la forma solida e la forma liquida. Per quanto concerne polveri e saponette, come mamma prediligi l’acquisto di confezioni di cartone: ce ne sono sempre più in circolazione sugli scaffali della grossa distribuzione.

Per quanto riguarda i detergenti liquidi, siano essi per pavimenti, lavatrice o lavastoviglie, fai riferimento ai distributori automatici che ti permettono di riempire contenitori di tua proprietà.

Non è difficile trovare tutte queste realtà legate allo smercio di prodotti sciolti… Si tratta solo di farci caso perché, come accennato più sopra, molto spesso non ci poniamo neanche le domande se non sentiamo la necessità di qualcosa.

Voler perseguire un’educazione ambientale a favore di noi genitori e come esempio per i nostri figli richiede che ci si metta in gioco continuamente.

Le alternative ci sono e, anche se ancora di nicchia, basta scovarle.

Mamma, hai mai pensato che molti detersivi si possono fabbricare autonomamente a casa? Componenti come aceto e bicarbonato di sodio sono validi alleati per la pulizia ed igiene domestica.

L’aceto (acquistato rigorosamente in bottiglia di vetro) disinfetta e profuma l’ambiente se diluito in una percentuale di 1:3 con acqua.

Il bicarbonato di sodio, invece, è un ottimo e naturale disgorgante per i tubi di scarico domestici. Si rivela anche un ottimo sgrassante per piatti.

Se invece sei una utilizzatrice di guanti di gomma, puoi trovare valide alternative in lattice: i guanti in latex, infatti, rivestiti di floccatura in cotone interna non sono solo comodi ma anche anallergici e plastic free.

Il passaggio dello straccio per la polvere generalmente richiede foglietti che hanno una buona componente plastica interna.

L’alternativa sono pad in fibra naturale, removibili e lavabili.

Ed ancora le spugne: in commercio le più diffuse sono senza dubbio quelle sintetiche. Ma a fianco si sta alimentando la scelta naturale, costituita da cellulosa naturale compressa che si espande quando bagnata e sono ideali anche per pulire piatti e bottiglie.

UNA CURA DEL CORPO PIÙ RESPONSABILE

Anche l’ambito riguardante la cura del corpo può regalare risvolti utili ad una scelta più coscienziosa ed oculata in merito ai componenti dei prodotti che utilizziamo.

Come mamma inizia a guardare gli ingredienti riportati sulle etichette: molti di essi hanno presente il polietilene, soprattutto i prodotti per gli scrub facciali. Alla fine non sono altro che palline di plastica che vengono poi disperse nell’ambiente. Evitiamole.

Il sapone che viene utilizzato per le mani e per il corpo non è reperibile solo in forma liquida, ma si trovano saponette per tutti i tipi di pelle e capelli. Esatto, anche shampoo. E per trasportarli ci sono delle bellissime e sfiziose scatolette di alluminio.

Ah! E hai mai sentito parlare della saponetta stainless steel? Dopo aver pulito il pesce o altri alimenti particolarmente odorosi, se l’odore dell’aceto non dovesse piacerti, questa saponetta sfregata sulla pelle eliminerà ogni sentore fastidioso. Provare per credere.

Anche le pomate e le creme possono liberarsi degli involucri di plastica: sul mercato stanno ritornando confezioni e tubetti di metallo, così cari ai nostri ricordi. Basta cercarli, magari utilizzando la potenza del world wide web.

Stessi contenitori di metallo stanno prendendo piede anche per le lozioni per capelli, per la cura della barba, per i dentifrici, per i burrocacao e i gloss.

Altrimenti per hennè e olii solidi per il corpo si cominciano a riutilizzare contenitori di vetro con tappo di metallo a vite.

Una scelta molto old style, ma assolutamente green.

Per quanto concerne invece i dispositivi per l’igiene intima femminile, cioè gli assorbenti, le opzioni sono due: o inserti lavabili in fibra naturale (generalmente bamboo e cotone), o la coppetta. Specialmente la seconda, con la sua durata decennale e costo esiguo, azzera il consumo di detersivi per i lavaggi e le igienizzazioni.

Le spazzole e i pettini per capelli? In legno!

GIRARE IL MONDO CON UN OCCHIO ECOLOGICO

Quando si prende un aereo, generalmente vengono offerte cuffiette e alimenti inscatolati. Ma tu mamma puoi fare la differenza anche in questo frangente, portando in borsa sia i tuoi snack che il tuo sistema audio.

La fruizione del mini bar non è mai un’ottima idea: oltre ad essere particolarmente oneroso, è quasi tutto imbustato in contenitori di plastica. Due validi motivi per non aprire quel frigo!

UN VESTIARIO PIÙ GREEN

Oggigiorno la microfibra è diffusa in tutti gli ambiti della vita quotidiana, incluso il vestiario. Poliestere, acrilico, spandex, lycra e nylon sono tutti derivati della plastica che, ad ogni lavaggio, rilasciano micro componenti inquinanti. Ecco perché preferire il cotone organico, la canapa, la lana e la seta è un sostegno che fa molto in termini di sostenibilità ambientale.

E se proprio non vuoi rivolgerti a negozi di seconda mano, potresti cimentarti nella produzione in proprio di vestiti cuciti secondo i tuoi gusti e con i tessuti che più ti aggradano.

SCEGLI PLASTIC FREE ANCHE PER IL TUO ANIMALE DA COMPAGNIA

Sì mamma, anche gli acquisti legati alla cura del caro animale domestico possono aiutare a migliorare l’ecologia del mondo che lasceremo ai nostri figli.

Per esempio le ciotole del cibo è meglio preferirle in acciaio, più igienico e resistente rispetto alla plastica.

E quando possibile sarebbe carino dare una seconda possibilità agli oggetti venduti nei mercatini di seconda mano!

I giochini per loro dedicati sono disponibili anche in cartone, cotone, canapa, lana e feltro: perché non usufruirne?

GIOCHI, REGALI E FESTE GREEN

Ok mamma, ecco altre dritte per cercare di eliminare quanta più plastica possibile dalla nostra quotidianità: quando incarti un regalo, sfrutta il nastro per chiudere la carta invece dello scotch.

Quando compri qualcosa online per i tuoi bambini, spunta la casella del riciclo carta per la spedizione.

Quando organizzi una festicciola, utilizza piatti, posate e bicchieri che poi puoi lavare e riutilizzare, e magari chiedi agli invitati di portare i loro contributi culinari in contenitori lavabili.

I regali poi sono un’autentica dispersione plastica… Prediligi le carte regalo, che così di sicuro non rischi di regalare doppioni!

Quando possibile, specialmente se è per uso proprio, cerca di sfruttare i negozi di seconda mano: si fanno veri affari dando una seconda vita agli oggetti (che generalmente vengono dati via nuovi).

La musica acquistala online, evitando così cd e dvd.

ED INFINE IL BUONSENSO

Mamma, sappiamo che il tempo a disposizione è sempre poco, e che la comodità spesso deriva dall’acquisto piuttosto che dalla riparazione.

Ma proviamo ad impegnarci nel riciclo delle nostre cose.

Proviamo a riparare quello che può essere aggiustato, proviamo a recuperare gli avanzi di cibo per dare vita a compost plastic-free, proviamo a toglierci dalle mailing list che ci inviano pubblicità imbustata ogni settimana, proviamo semplicemente ad avere cura delle cose che già sono nelle nostre mani.

Perché il mondo, il pianeta Terra che lasceremo ai nostri figli si traduce nelle piccole cose. E chi meglio di una mamma sa quanto vale un sacrificio d’amore?

Buon lavoro a tutte noi…

#RIDUCILA

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