Ricami personalizzati: 6 cose da sapere per riconoscerne la qualità

in Info Prodotti e Materiali
ricamali

Oggi ti porto nel mio mondo del ricamo personalizzato per raccontarti come nasce e come viene realizzato, mettendo a confronto le tecniche istituzionali con la mia personale interpretazione.

Troverai alcuni piccoli trucchi per capire la qualità di un ricamo e l’accuratezza della sua esecuzione. Seguimi e scoprirai che i ricami personalizzati non sono tutti uguali.

Ma andiamo con ordine, cos’è il ricamo?

Il ricamo è la tecnica più antica per decorare i tessuti, alcuni frammenti sono arrivati fino a noi dall’Antico Egitto.

L’ipotesi più probabile è che questa tecnica sia nata dalla lavorazione di punti utili per unire pelli e teli vegetali destinati a persone di rilievo.

Nell’antichità i popoli orientali ne furono i precursori, il loro era un ricamo molto elaborato che gli consentì di avviare fiorenti attività commerciali.

In Italia è nato come manifestazione della cultura Saracena, a Palermo la prima scuola di ricamo è nata nei primi anni del secondo millennio.

Nascono nuove tecniche e nuovi disegni, i gusti si affinano fino a distinguere tante correnti tra le quali il ricamo orientale, arabesco, rappresentativo e così via.

Tutto eseguito a mano seguendo uno schema o “modellaro” come si usava chiamarlo a quel tempo.

Il ricamo trova la sua dimensione anche nelle scuole e nei collegi gli schemi vengono pubblicati su libri didattici, grazie ai libri il ricamo arriva fino a noi praticamente invariato in quella che è la tecnica.

I merletti di Burano, apprezzati e conosciuti in tutto il mondo devono la loro sopravvivenza proprio a questi libri.

tipologie ricami

Il ricamo a macchina

Intorno al 1800, in Inghilterra, prende forma la prima macchina da ricamo che ha lo scopo di imitare il ricamo a mano ma è solo durante la rivoluzione industriale che possiamo parlare di ricamo a macchina su larga scala.

La macchina ricamatrice imita il movimento delle mani, il braccio del telaio è la mano sinistra l’ago è la mano destra. 

Per eseguire un ricamo personalizzato si crea un file con un programma dedicato, questa parte del lavoro si chiama punciatura che letteralmente significa trasformare il disegno in punti.

La maestria di un “punciatore” sta nell’abilità di decidere:

  • Il tipo di punto da usare
  • La sequenza dei colori
  • Le compensazioni tra filato e tessuto 

Credo che tra tutte questa sia la fase a cui dedico più tempo e attenzione, se la punciatura è sbagliata nella maggior parte dei casi si ricomincia da capo.

In laboratorio uso due diversi programmi per creare i file, uno per i ricami delle iniziali uno per tutti gli altri in questo modo riesco a superare alcuni limiti tecnici della macchina e ottengo il mio tanto ricercato effetto 3D.

Infatti, quando dal ricamo a mano mi sono avvicinata al ricamo a macchina quello che mi mancava era proprio l’effetto rilievo, riuscire a raggiungere buoni risultati non è stata una sfida facile.

Il ricamo è presente in molti oggetti di uso quotidiano, se ci fai caso il bordo della tovaglia è ricamato, la borsa e il portafoglio hanno un ricamo così come l’asciughino della cucina e le tanto amate sneekers.

Spesso passa inosservato proprio per la mancanza di tridimensionalità che invece dovrebbe distinguerlo per esempio da una stampa. 

Capisci che un ricamo è ben eseguito quando…

  1. E’ qualche millimetro sopra il tessuto.
  2. Il passaggio dei fili non si distingue.
  3. Il tessuto sotto non si vede e non è stropicciato.
  4. I diversi colori del ricamo sono centrati tra di loro
  5. Guardandolo a rovescio sembra il negativo dell’immagine
  6. Non vi è traccia ne sopra ne sotto del materiale stabilizzante usato per il ricamo
ricami personalizzati

Ti spiego il mio metodo

Da quando eseguo ricami personalizzati ho imparato a sperimentare, in laboratorio tengo la scatola dei miei esperimenti, ricami riusciti bene e, soprattutto, riusciti male con scritto sopra i miei appunti e le mie osservazioni.

A volte passano giorni prima di arrivare a trovare la giusta architettura di un ricamo, per me questa è la base di partenza.  Grazie alle architetture quando vedo un logo oppure un disegno non mi spavento più come qualche anno fa.

Non so se ti è mai capitato di riflettere su quanto il lavoro, qualsiasi esso sia, possa diventare una metafora di vita, io so per certo che se mi avvicino con della fretta o del nervosismo non passerò una buona giornata.

Per questo credo che nella vita, così anche nel lavoro sia possibile fare la differenza a seconda di come ci si porge.

Ogni giorno porta con se un insegnamento di cui far tesoro, riuscire a mettere in pratica questi insegnamenti ci porta via via a migliorarci, a crescere e ottenere i risultati a cui miriamo. 

Dove si può eseguire un ricamo personalizzato?

Il ricamo personalizzato, con alcune accortezze, può essere eseguito su tantissimi capi, dalle ginocchiere per pallavolo ai calzini da runner, e naturalmente t-shirt, camicie, felpe, giacche da cuoco..

Una cosa non ho ancora imparato: la sfrontatezza. Per quanto mi sforzi quando devo eseguire il ricamo su un capo che mi è stato spedito ho sempre paura di combinare qualche guaio.

La paura mi porta a misurare mille volte, a fare prove su tessuti simili, a controllare e ricontrollare che ogni punto ed ogni nodino siano al loro posto.

Poi parte la voce del coach interiore (ce l’hai anche tu sono sicura) e mi dice che posso dare lo start alla macchina.

Imparare che la paura è un’emozione da vivere, che come tutte le emozioni va guardata e ascoltata perché ci aiuta a crescere e nella giusta dose ci prepara a premere il tasto “start” nelle azioni quotidiane. 

Ora sai qualcosa in più su come nasce un mio ricamo e sulle belle lezioni di vita che ogni giorno imparo quando preparo un ricamo personalizzato.

Buona Vita!

Meri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *